“Ma dove sono I vecchi Meccanici“
di Giorgio Loda
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Vi ricordate di loro ? Io si, ho un ricordo molto vivo e piacevole, ci andavo spesso anche
se la moto andava bene. L’ officina, si chiamavano cosi’ mica Clinic o
Show-room, era fronte strada con le porte metalliche e vetro, pero’ non
riuscivi mica a guardare dentro tanto I vetri erano sporchi di unto. Ogni
volta che ci andavo trovavo sempre un sacco di gente, chi aveva un
carburatore in mano e lo osservava allibito, chi un pistone grippato, una
biella mica tanto in salute. Poi c’era lui “ il Meccanico “ e come
la tradizione vuole, decisamente burbero ( chissa’ perche’ I meccanici
sono burberi ) Insomma io da li non mi schiodavo, ascoltavo, guardavo,
controllavo che chiavi inglesi aveva e come le adoperava, ascoltavo cosa
diceva a qualche cliente, “ e’ magra ai bassi, foriamo il gigler col
trapano e vedrai che va’ “ tutte robe cosi, puzza di benzina, olio e
umanita’. Mio nonno mi
diceva sempre “ ruba il mestiere con gli occhi, ascolta e ragiona su
quello che dicono “ io facevo proprio cosi, poi devo dire ci mettevo
anche del mio, domandavo…..” ma perche’ si fa’ cosi ?……ma come
si smonta quello…..? “ devo essere stato un gran rompiballe e
probabilmente lo sono ancora. Nell’ officina c’era un tornio, un
trapano a colonna, la saldatrice, lime, martelli e tanta creativita’
semplice spontanea e quindi geniale.
Allora smontava un pezzo rotto e lo guardava lo girava fra le mani,
io credo che lo stesse “ assimilando “
poi prendeva la materia prima, grezza, si metteva sul tornio, un
foglio di carta sgualcito una matita, somme,divisioni..…..qualche (
tanti ) porco qua’ porco la’ eppoi ancora la lima, la carta di vetro,
io lo guardavo e cercavo di entrare nella sua testa, nei suoi
ragionamenti, poi finalmente rimontava il tutto e funzionava, forse anche
meglio di prima…..eh si perche’ qualche piccolo ritocco lo faceva
sempre o forse semplicemente il pezzo non veniva uguale. Ma una cosa mi
emozionava e ancora oggi e’
cosi, finito il lavoro pagavi prendevi la moto e ti avviavi, lui “ il
meccanico “ usciva dall’ officina e ti seguiva con lo sguardo
finche’ non svoltavi la curva e sparivi lungo la strada, io lo vedevo
nello specchietto, cosa guardava ? a cosa pensava ? Quanto orgoglio e arte
nel suo lavoro ! Grazie Carlo mi hai insegnato tantissime cose e non di
sola meccanica, scusami se tante volte ti ho rotto le balle. Carlo ancora
oggi aggiusta moto, macchine, anche tagliaerba e motoseghe. Io talvolta
passo da lui a trovarlo, con la mia Harley, la osserva…” madonna che
bella “ Sai Carlo mi
strattona sembra batta un filo in testa …..” ehhhhh non so’ io di
queste moto costose……eppoi ci vogliono le chiavi americane…..eppoi
io…..forse…..accelera un po’ fammi sentire…..si si e’ fuori d’
anticipo fisso….” Io, che forse ho dimenticato le lezioni… allora ci
vuole il Pc, l’interfaccia, “ Non so’ di ste’ robe, si regola
finche’ a orecchio il motore canta bene…portala dentro dai “
Mentre lo ringrazio e lo saluto, come sempre esce dall’ officina
per guardarmi mentre me ne vado e io ho gli occhi fissi sullo specchietto
!!! Questi meccanici di una volta che dopo una
vita di lavoro chiuderanno bottega non ne sanno molto di mappature e
centraline elettroniche, sanno tante altre cose, le cose che contano
davvero per la salute di un buon motore e sanno tanto
delle persone, clienti, amici motociclisti.
Non ci sono piu’ I Bravi Meccanci di una volta ! E’ giusto che
sia cosi, non ci sono nemmeno piu’ I Motocilcisti / Clienti di una
volta.
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