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Colori,
profumi, musica, flamenco e corride. L’Andalusia è come ve la
immaginate, non vi deluderà mai, non delude mai i turisti che arrivano
numerosi da ogni parte del mondo. Le donne hanno spesso origini gitane, e
spesso hanno un fascino irresistibile, e nei locali, appesi alle pareti,
fanno bella mostra di sé le mantiglie dei toreri, le corna dei tori e le
locandine delle corride, vecchi e nuovi trofei di una passione
autenticamente popolare. La loro concezione
del tempo la potremmo definire, senza esagerare, quantomeno
“elastica”. La vita scorre lenta, rilassata, tranquilla. In tutta la
Spagna gli orari sono spostati in avanti, e di molto, rispetto
all’Italia, ma qui hanno ritmi loro, sono andalusi, e dall’una alle
cinque del pomeriggio tutto sembra arrestarsi, le uniche attività
permesse sono pranzi che non finiscono mai e lunghe sieste. Si vive tardi in
Andalusia, anche di sera, anche di notte. Se non volete cenare da soli,
non andate mai al ristorante prima delle 22. I locali più cool aprono tra
mezzanotte e l’una, ma se vi presentate prima delle 3 siete out, niente
storie. Si va a letto tardi, tra le 7 e le 8, e d’accordo che di solito
tutto ciò accade tra il giovedì e il sabato, ma rimane per noi un
mistero comprendere come facciano a tenere questi ritmi così gagliardi,
come facciano a vivere la vita così intensamente. Domandarlo a loro è
inutile, l’unica risposta che si ottiene è un’alzata di spalle e un
sorriso a 32 denti. L’Andalusia
è bella, bellissima, e ci sono almeno tre città che dovete
assolutamente visitare, tre musei all’aria aperta: Siviglia, Cordova,
Granada. Siviglia è il capoluogo di regione e la città più
eccitante dell’Andalusia. Il suo centro è un labirinto di antiche
stradine, nelle quali è bello perdersi e accorgersi che nell’ex
quartiere ebraico di Santa Cruz, a El Arenal, a Triana e nella Macarena
si vive ancora come si viveva una volta nei paesini di provincia.
Fermarsi per una cerveza o per un piatto di tapas è come tornare
indietro nel tempo, a una Spagna antica e rurale, povera e fiera. E se
le giornate scorrono veloci visitando i meravigliosi monumenti (la
Giralda, la Cattedrale gotica, l’Alcázar Circa 140 km a nord est di
Siviglia c’è la deliziosa Cordova, città che circa 1.000 anni fa,
quand’era residenza dei califfi ommayyadi, aveva quasi un milione di
abitanti. Oggi ne ha 300 mila e un aspetto al tempo stesso provinciale e
sofisticato. Una visita della Mezquita e del quartiere della judería,
che l’Unesco ha dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità, è
assolutamente necessaria, il periodo migliore va da metà aprile a metà
giugno quando fioriscono gli incantevoli patios e si svolgono le più
importanti fiestas. Evitate, se potete, luglio e agosto, perché le
temperature raggiungono anche i 45° e la vacanza rischia di diventare
un incubo a occhi aperti. Ancora più a est, a 685
metri sul livello del mare, ai piedi delle cime della Sierra Nevada
sempre piene di neve, c’è Granada con il suo palazzo-fortezza dell’Alhambra,
il monumento più visitato di Spagna, autentica meraviglia di eleganza e
raffinatezza. Soltanto 8.000 fortunati al giorno possono visitarla e
dunque, in certi periodi dell’anno, senza prenotazione non c’è
nulla da fare, neppure un santo in Paradiso riuscirebbe a farvi entrare. |