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Migliaia di anni di storia, migliaia di hotel. Tracce di tutte le civiltà, natura straordinaria, ragazze a go-go e nightlife selvaggia (a dir poco). Che risucchia gli insonni nel più antico rave party del mondo...

L'isola ha 10 mila anni di storia e si vedono tutti, ricca com'è di reperti che testimoniano il suo grande passato: le prove più antiche di una presenza umana risalgono al neolitico (8 mila a.C. circa) e sono le abitazioni rotonde in pietra di Choirokoitia. Ma a fare di Cipro uno straordinario museo a cielo aperto hanno contribuito nel corso dei millenni i greci, i fenici, i persiani, i romani, gli arabi, i veneziani, gli inglesi. Ognuno ha lasciato una traccia, nell'architettura così come nella lingua o nella gastronomia, e questo mix di influenze gli ha regalato un'identità culturale fortissima.
Tutto ciò fa di quest'isola una meta privilegiata per chi ama la storia, ma non è certo l'unica attrattiva. Cipro ha numerosi volti. Pur essendoci poco più di 200 chilometri tra l'ultima propagine occidentale di Capo Akamas e quella opposta di Capo Greko, il paesaggio cambia in continuazione. Spiagge di sabbia bianca (poche, per la verità), baie incantevoli, dirupi rocciosi lungo la costa. La parte interna invece è dominata dalla catena montuosa dei Tróodos, ben 80 km in lunghezza e 40 in larghezza, che occupa da sola quasi la metà dell'isola: in quest'area, il cuore verde di Cipro, ci sono monasteri bellissimi come Kykkos e Trooditissa e ben 9 chiese bizantine considerate dall'Unesco patrimonio dell'umanità.
L'aspetto di Cipro è molto cambiato negli ultimi 30 anni. Nel 1974 la parte nord fu invasa dall'esercito turco, creando una divisione (da allora circa un terzo del territorio è sotto il controllo dei turchi) e un esodo biblico: almeno 200 mila persone dovettero abbandonare le proprie abitazioni (in proporzione, equivalgono a oltre 20 milioni di italiani). Ecco perché in tempi recenti alcune zone hanno avuto uno sviluppo turistico eccezionale, perfino eccessivo, fino a minacciare alcune delle località più suggestive. A est di Lemesos ci sono 15 km ininterrotti di alberghi, bar, ristoranti, negozi per turisti. E non è raro trovare hotel che si affacciano direttamente su un sito archeologico, il che sarà anche suggestivo, ma non è certo il modo migliore per preservare un patrimonio di tutti. Il caso più clamoroso è Agia Napa, fino a 20 anni fa piccolo villaggio di pescatori. C'era un solo albergo, il Nissi Beach, costruito direttamente sull'omonima spiaggia (sabbia bianchissima e un mare da fare invidia alle Maldive). L'esplosione di hotel e appartementi per turisti ha fatto di quel paesino una sorta di Rimini o Ibiza cipriota.
Oggi Agia Napa, 4 mila abitanti, nei mesi estivi ospita 40/50 mila persone, la maggior parte delle quali attratte dalla folle vita notturna: un numero incredibile di bar, pub e discoteche, uno attaccato all'altro, accoglie ogni notte migliaia di ragazzi: un fiume in piena che migra da un locale all'altro. Certe sere la mitica The Square, la piazza del paese che catalizza la nightlife (i locali sono quasi tutti lì, concentrati nel raggio di poche centinaia di metri), è così piena di gente che è impossibile attraversarla da un lato all'altro.
Arrivano da tutta Europa, soprattutto da Gran Bretagna, Germania e Svezia. Hanno abiti griffati, trangugiano litri di birra, qualche pastiglia e vanno avanti a far casino fino all'alba. Spesso continuano anche oltre, organizzando improvvisati rave party sulla spiaggia e mescolandosi alle famiglie arrivate fin lì con la formula "tutto compreso". Negli ultimi 2 o 3 anni questo centro balneare è diventato un vero fenomeno: i club più esclusivi di Londra d'estate si trasferiscono lì. La Bbc da giugno ad agosto trasmette da Agia Napa uno dei suoi programmi radio più seguiti e Mtv organizza grandi feste sulla spiaggia, i cui maestri di cerimonia sono i suoi vee-jay più famosi. La scorsa estate il genere di riferimento era il cosiddetto Nu garage, un mix di musica nera e ritmi ipnotici, di sensuale R&B e jungle. Per la nuova stagione c'è chi è pronto a scommettere su una sostanziale tenuta del Nu garage, e chi su un fragoroso ritorno dell'house in tutte le sue declinazioni: progressive, happy, vocal, tribe, hard, techno... Quel che è certo è che continueranno ad arrivare charter zeppi di ragazzi "malati" di booty shaking, cioè quella voglia irrefrenabile di agitare ogni parte del corpo quando un dj inizia a mixare i suoi vinili: sembra che su 3 milioni di turisti che ogni estate sbarcano sull'isola, almeno 500 mila siano interessati quasi esclusivamente alla nightlife. Questo spiega come mai c'è un numero pazzesco di locali non solo ad Agia Napa, ma anche a Larnaka, Lemesos e Pafos. In ogni caso Cipro non offre solo bollenti serate in discoteca. Se avete voglia di scoprirla, l'isola riserva ben altre sorprese. Abbiamo già accennato alla naturale bellezza del massiccio dei Tróodos, con le sue rocce metamorfiche e i suoi boschi con alberi ultracentenari. Ma il massimo per gli amanti della natura è la penisola di Akamas.
L'estrema propaggine occidentale dell'isola è quasi totalmente disabitata. Si può arrivare soltanto in 4x4, in mountain bike o a cavallo: un buon deterrente per le masse vocianti di turisti. Il litorale è aspro e regala scorci incantevolie acque di limpidezza cristallina; all'interno fitta vegetazione e natura incontaminata ne fanno l'habitat ideale per uccelli migratori e per tante specie di mammiferi e di rettili.
La Baia di Lara è usata nel periodo estivo dalle tartarughe per deporre le uova. È uno dei loro ultimi rifugi "sicuri": le tartarughe appena nate escono dai nidi di notte e si dirigono verso il mare, attratte dal chiarore riflesso dall'acqua. In tutte le altre spiagge la luce più forte è quella di bar e discoteche: così le tartarughine subiscono quella che per loro è decisamente un'attrazione fatale. A meno che l'istinto di conservazione non abbia spinto la loro mamma verso la Baia di Lara.
Insomma, nella penisola di Akamas ci si sente un po' Robinson Crusoe. Basta non farsi prendere da eccessivo entusiasmo, perché alcuni scogli sono taglienti come rasoi, e se non si prendono le precauzioni del caso ci si ritrova sbucciati come mele. E comunque certe sciocchezze è meglio non farle. Un esempio: se andate a visitare i Bagni di Afrodite (10 km a nord-ovest di Polis, dove finisce la strada asfaltata), quella piscina naturale scavata nella roccia dove si racconta che si immergesse la dea dell'Amore, non prendete alla lettera la leggenda: il mito vuole che queste acque donassero giovinezza e amore a chiunque le bevesse. Il problema è che l'acqua non è potabile e procura forti mal di pancia. Chi, poi, volesse imitare Afrodite e bagnarsi in quello stagno, rischierebbe una multa salatissima. Meglio incamminarsi lungo il percorso naturalistico che inizia proprio lì: è unico per la bellezza del paesaggio e conduce dove la dea era solita riposarsi dopo il bagno.