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globetrotter

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croazia


Strade impossibili e panorami mozzafiato. Città ferite dalla guerra e architetture deliziose. Una natura selvaggia e un mare incredibile che rivaleggia in bellezza con le sfumature più delicate dei Tropici. Un mare costellato da numerose isole, spesso deserte. Affittate una barca e... perdetevi

La Croazia si raggiunge dal cielo, dalla terra e dal mare. Noi ci siamo andati in auto. Un'esperienza: 650 km di curve tra Trieste e Dubrovnik, lunghi tratti a strapiombo sul mare senza protezione, e quando ti trovi davanti un camion (il che avviene con una certa frequenza) è meglio che ti metti il cuore in pace e, anziché azzardare rischiosi sorpassi, ne approfitti per goderti "cartoline" di panorami da urlo. Che cambiano in continuazione, alternando zone tanto brulle da sentirti sulla luna, ad altre così verdi che uno può credere di essere nel paradiso terrestre. Formazioni rocciose, a cui la fantasia popolare ha attribuito appellativi fiabeschi, si alternano a boschi e spettacolari cascate: vivamente consigliata una visita a quelle del fiume Krka. È il mare che lascia a bocca aperta: non sarà caldo come quello tropicale, ma quanto a bellezza non è da meno. L'acqua è limpida, pulita, cristallina, con sfumature dal verde smeraldo al turchese. Ci si domanda come sia possibile questo miracolo, dal momento che poche decine di km più in là ci sono coste e acque tanto diverse. Insomma, la nostra riviera adriatica. E le isole croate spesso sono così vicine alla terraferma da dare l'impressione di esserne un prolungamento: giochi ottici che stuzzicano davvero la fantasia. A riportarci con i piedi per terra, oltre alla sequenza snervante dei camion, ci sono alcune atrocità commesse dall'uomo, come i casermoni di cemento costruiti direttamente sul mare, a dispetto di qualsiasi regola ambientale: anche se la Croazia è in pieno "boom" turistico, la situazione alberghiera è piuttosto scadente e trovare sistemazioni che uniscano comfort, personalità e buon servizio è abbastanza raro. Difficilmente gli hotel croati vi regaleranno un ricordo indelebile: in cambio non vi svuoteranno il portafoglio.
Girando in auto si ha il vantaggio di fare sosta quando si vuole, il che permette di visitare sia i parchi nazionali (non perdete quello di Paklenica, a nord-est di Zara, con canyon e grotte fantastiche), sia le numerose città lungo la costa, spesso ricche di testimonianze storiche. Perché questo il Paese ha una lunga storia: gli Illiri vi emigrarono intorno al 1000 a.C., seguiti da greci, romani, ostrogoti, croati, veneziani, ottomani e austriaci, fino ad arrivare agli anni più recenti, alle guerre fratricide che hanno lasciato ferite non rimarginate e visibili a occhio nudo. Fa una certa impressione entrare nella città vecchia di Dubrovnik da Porta Ploce. Proprio all'ingresso c'è un cartellone irto di triangolini, quadratini, puntini: ognuno rappresenta una bomba, un incendio, un tetto distrutto nella guerra civile del 1991-'92. Caddero su Dubrovnik almeno 2 mila bombe e il 68 per cento degli edifici del centro storico subì danneggiamenti. Un attento lavoro di restauro, ancora in corso, ha permesso di recuperare parte della straordinaria bellezza della città, ma qualcosa è andato perduto per sempre. A una dozzina d'anni da quella crudele guerra, molti rifiutano di dimenticare. Se chiedete a un croato che differenza c'è tra la sua cultura e quella serba o bosniaca, quasi certamente risponderà: "Noi siamo occidentali, loro sono orientali"; e aggiungerà qualcosa che fa intuire la voglia di "normalità" che hanno in Croazia: essere accettati ogni giorno di più dall'Europa occidentale. Uno dei mezzi per raggiungerla è il turismo, sia perché porta ricchezza, sia perché, grazie al rapporto quotidiano con tedeschi, italiani, austriaci e francesi, c'è la possibilità di dimostrare che gli anni bui sono alle spalle e il futuro non può che dispensare belle sorprese. Il presente, intanto, regala città d'arte, parchi nazionali, coste frastagliate con migliaia di calette e isole. Scenari incantevoli. Quindi, l'alternativa più allettante a un viaggio in auto è una vacanza in barca, di isola in isola. Il problema è quali scegliere: ce ne sono 1.185 e solo 67 sono abitate. Una tra le più belle è Hvar; notevoli anche Korkula, Rab e Vis. Particolare è Pag: carsica, dai paesaggi lunari. Mljet è un parco nazionale, quindi ha una vegetazione ricchissima. Se amate le vacanze selvagge, niente di meglio dell'arcipelago delle Kornati: 147 isole, per lo più disabitate, di fronte a Zara. Scegliete quella che preferite, magari una delle più piccole e meno battute, gettate l'ancora e buona vacanza.