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Quasi un pezzo d'Irlanda a nord di Madrid: natura incontaminata, foreste, piogge frequenti.
Ma anche birra e ragazze a go-go. Vale un pellegrinaggio...

La Spagna che non ti aspetti. Invece delle nacchere suonano le cornamuse, alla paella accompagnata da vino tinto (rosso) preferiscono il sapore forte della fabada (fagioli neri e carne di maiale) innaffiata dalla sidra, la cui mescita è un rito: per aumentarne l'effervescenza la versano dall'altezza delle spalle, tenendo il bicchiere al livello del bacino. Anche il paesaggio è diverso dal resto del paese: il clima caldo-umido provoca piogge frequenti, il che significa abbondanza di foreste. Non a caso Galizia e Asturie, le regioni più settentrionali della penisola, assieme alla Cantabria...
La Spagna che non ti aspetti. Invece delle nacchere suonano le cornamuse, alla paella accompagnata da vino tinto (rosso) preferiscono il sapore forte della fabada (fagioli neri e carne di maiale) innaffiata dalla sidra, la cui mescita è un rito: per aumentarne l'effervescenza la versano dall'altezza delle spalle, tenendo il bicchiere al livello del bacino. Anche il paesaggio è diverso dal resto del paese: il clima caldo-umido provoca piogge frequenti, il che significa abbondanza di foreste. Non a caso Galizia e Asturie, le regioni più settentrionali della penisola, assieme alla Cantabria e ai Paesi Baschi, formano la "Spagna verde".

Prendete una cartina e guardatela: la forma della Galizia ricorda l'Irlanda. E le analogie non finiscono qui: nella cultura, nella musica, nei gesti quotidiani si riscontrano tracce evidenti del passato celtico. Qui i celti s'insediarono intorno al 1000 a.C. e hanno lasciato segni così profondi che, ancor oggi, più che alla Catalogna o all'Andalusia, queste terre e le sue genti somigliano alla Bretagna o al Galles. Perfino sotto l'aspetto morfologico: vasti prati ondulati che scendono al mare, coste incise da profonde insenature chiamate rías (simili ai fiordi), incantevoli spiaggette, deliziosi villaggi di pescatori.

Con l'Irlanda, la Galizia ha un altro punto in comune: la stessa storia di fame e povertà, che in passato ha provocato una massiccia emigrazione verso altre regioni spagnole o il Sudamerica. Si dice che ci siano più galiziani a Buenos Aires che in Galizia, e qualcuno ricorda che il presidente cubano Fidel Castro è probabilmente il più famoso tra i discendenti di quegli emigrati. Dagli anni Novanta, grazie agli aiuti della Ue, questa regione si è però dotata di infrastrutture e collegamenti stradali che ne stanno rapidamente cambiando volto e carattere. Immutabile nei secoli c'è, invece, l'attaccamento al gallego, un mix tra castigliano e portoghese, parlato dall'85 per cento della popolazione locale. Toponomastica, cartelli stradali e didascalie nei musei sono spesso in gallego.

La località più famosa della Galizia è Santiago de Compostela, da oltre 1.000 anni meta di un famosissimo pellegrinaggio. Ma se una volta i viandanti erano mossi solo da spirito religioso, oggi molti percorrono il Camino de Santiago come una sorta di antidoto alla fretta e allo stress della vita moderna. In ogni caso, dopo un periodo di oblio il pellegrinaggio verso la città di San Giacomo vive un autentico boom: nel 1979 accolse soltanto 70 pellegrini, nel 2003 quelli "ufficiali" sono stati 74.614. Come "premio", una volta giunti alla meta, avrete la soddisfazione di farvi timbrare uno speciale libretto in sacrestia, e soprattutto potrete ammirare la straordinaria cattedrale con il suo fantastico Pórtico de la Gloria (ma tutto il centro storico di Santiago è una meraviglia).

E non pensiate che questa cittadina sia dedita soltanto alla preghiera, molti dei suoi 93 mila abitanti e delle decine di migliaia di viandanti che la raggiungono, zaino in spalla, sono giovani, e c'è un'università frequentata da studenti di tutto il mondo. Questo fa sì che la vita notturna sia animatissima: ci sono locali di ogni tipo sempre pieni di ragazzi che hanno poca voglia di dormire. Soltanto in una strada, Rúa do Vilar, abbiamo contato 30 tra bar, pub e club. Il primo si chiama Paris, l'ultimo Dakar, e i ragazzi del posto si divertono, naturalmente, a fare la "Parigi-Dakar". E quando arrivano alla meta sono sempre piuttosto allegri (la cerveza è buonissima). La capitale delle Asturie, Oviedo, è invece piena di sidrerie, locali tradizionali dove si gustano ricette tipiche accompagnate dalla sidra. Ce ne sono a decine. C'è addirittura una strada, Gascona, ribattezzata Rúa Sidra. Ma Oviedo merita una visita anche per le sue bellezze architettoniche, è splendida soprattutto nelle prime ore del mattino, quando nelle strade appena lavate si specchiano palazzi e campanili. Il quartiere vecchio è un intrico di piazze e viuzze con case dai colori vivaci, che testimoniano un antico benessere. Le Asturie hanno una forte identità: questa è l'unica zona della Spagna a non essere mai stata conquistata dai Mori. Ecco perché in tutta la regione ci sono chiese romaniche e pre-romaniche, e la più bella è quella di Santa María del Naranco, su una collina a pochi chilometri da Oviedo.
Incantevole è, manco a dirlo, anche la costa, caratterizzata da vecchi paesini e viste spettacolari su precipizi, gole e valli verdissime. È la "Spagna verde", ragazzi, non scordatelo. Con l'Irlanda, la Galizia ha un altro punto in comune: la stessa storia di fame e povertà, che in passato ha provocato una massiccia emigrazione verso altre regioni spagnole o il Sudamerica. Si dice che ci siano più galiziani a Buenos Aires che in Galizia, e qualcuno ricorda che il presidente cubano Fidel Castro è probabilmente il più famoso tra i discendenti di quegli emigrati. Dagli anni Novanta, grazie agli aiuti della Ue, questa regione si è però dotata di infrastrutture e collegamenti stradali che ne stanno rapidamente cambiando volto e carattere. Immutabile nei secoli c'è, invece, l'attaccamento al gallego, un mix tra castigliano e portoghese, parlato dall'85 per cento della popolazione locale. Toponomastica, cartelli stradali e didascalie nei musei sono spesso in gallego.

La località più famosa della Galizia è Santiago de Compostela, da oltre 1.000 anni meta di un famosissimo pellegrinaggio. Ma se una volta i viandanti erano mossi solo da spirito religioso, oggi molti percorrono il Camino de Santiago come una sorta di antidoto alla fretta e allo stress della vita moderna. In ogni caso, dopo un periodo di oblio il pellegrinaggio verso la città di San Giacomo vive un autentico boom: nel 1979 accolse soltanto 70 pellegrini, nel 2003 quelli "ufficiali" sono stati 74.614. Come "premio", una volta giunti alla meta, avrete la soddisfazione di farvi timbrare uno speciale libretto in sacrestia, e soprattutto potrete ammirare la straordinaria cattedrale con il suo fantastico Pórtico de la Gloria (ma tutto il centro storico di Santiago è una meraviglia).

E non pensiate che questa cittadina sia dedita soltanto alla preghiera, molti dei suoi 93 mila abitanti e delle decine di migliaia di viandanti che la raggiungono, zaino in spalla, sono giovani, e c'è un'università frequentata da studenti di tutto il mondo. Questo fa sì che la vita notturna sia animatissima: ci sono locali di ogni tipo sempre pieni di ragazzi che hanno poca voglia di dormire. Soltanto in una strada, Rúa do Vilar, abbiamo contato 30 tra bar, pub e club. Il primo si chiama Paris, l'ultimo Dakar, e i ragazzi del posto si divertono, naturalmente, a fare la "Parigi-Dakar". E quando arrivano alla meta sono sempre piuttosto allegri (la cerveza è buonissima).

La capitale delle Asturie, Oviedo, è invece piena di sidrerie, locali tradizionali dove si gustano ricette tipiche accompagnate dalla sidra. Ce ne sono a decine. C'è addirittura una strada, Gascona, ribattezzata Rúa Sidra. Ma Oviedo merita una visita anche per le sue bellezze architettoniche, è splendida soprattutto nelle prime ore del mattino, quando nelle strade appena lavate si specchiano palazzi e campanili. Il quartiere vecchio è un intrico di piazze e viuzze con case dai colori vivaci, che testimoniano un antico benessere. Le Asturie hanno una forte identità: questa è l'unica zona della Spagna a non essere mai stata conquistata dai Mori. Ecco perché in tutta la regione ci sono chiese romaniche e pre-romaniche, e la più bella è quella di Santa María del Naranco, su una collina a pochi chilometri da Oviedo.
Incantevole è, manco a dirlo, anche la costa, caratterizzata da vecchi paesini e viste spettacolari su precipizi, gole e valli verdissime. È la "Spagna verde", ragazzi, non scordatelo.