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Yves-Olivier Allamagny

Yves-Olivier Allamagny è in managing director che gestisce le tattiche commerciali di Harley-Davidson Italia. Francese di passaporto ma ormai italiano d’adozione, siamo andati a trovarlo perchè ci parlasse del clima che si respira nel quartier generale di Arese, mentre fervono i preparativi del Centenario 1903-2003.

Ormai da qualche anno ti occupi di strategie manageriali per H-D Italia. Quali obbiettivi ti eri prefissato e quali ritieni di aver centrato? Cosa resta da fare?

“Bella domanda! Gli obbiettivi prefissati non erano poi diversi da quelli che generalmente fanno parte dei valori che muovono casa Harley nel mondo del mercato motociclistico. Non mi sono avvicinato a questo incarico con la testa piena di cifre da raggiungere, l’importante per noi era sopratutto far si che questa realtà già presente si stabilizzasse in modo radicale e vivace. La risposta della clientela è stata ottima e laddove la presenza del mondo Harley costituiva eccezione, oggi, non dico sia diventata la regola, ma sicuramente va prendendo i connotati della tradizione. In questo senso possiamo dirci soddisfatti del lavoro svolto”.

È stata messa a punto una nuova formula di distribuzione per facilitare la presenza su tutto il territorio italiano di concessionarie H-D?

“No, a parte quella di avere riunito le stesse sotto un’unica rete. Abbandonando la formula che vedeva le “Americana” e le “Numero Uno”, per dare quindi un’immagine più coesa e meglio rappresentativa della nostra azienda. Come sai, il nostro interesse non è mai stato rivolto alle quantità delle proposte ma alla qualità. Quindi abbiamo preferito preoccuparci di far crescere quelle già presenti da un punto di vista tecnico, dell’assistenza e della proposta commerciale, piuttosto che aprirne di nuove, senza possibilità di mantenere quel contatto diretto  tra noi e i dealer così importante per il nostro modo di lavorare”.

Parliamo di H.O.G., un argomento caro a casa Harley. In che modo si è evoluta la realtà italiana, ammesso ci siano stati dei cambiamenti, e come viene recepita a livello europeo?

“Non è nella mia mentalità fare paragoni, ne sono interessato a verificare quali e quante differenze possano esserci tra la nostra realtà e quella europea. Quello che mi interessa è solo cercare, per quanto è possibile, di ottimizzare ogni aspetto che riguarda la nostra azienda. L’H.O.G. italiano è sicuramente cresciuto, particolarmente dal punto di vista dell’organizzazione. Lo dimostrano il livello degli eventi e così pure l’impegno di tutti i soci a mettersi in gioco fino in fondo al fine della realizzazione degli stessi. L’H.O.G. è parte integrante della nostra azienda, il cuore pulsante capace di distinguerci inequivocabilmente da qualsiasi altra realtà motociclistica al mondo. È quindi importante che questa realtà continui a crescere di pari passo ai Chapter e le loro attività. Non riesco a immaginare, ormai, casa Harley senza l’H.O.G.”.

Passiamo alle celebrazioni di quest’anno. Cosa ci aspetta?

“Da Barcello ad Amburgo, fino ad arrivare a Caorle, sarà sicuramente tutto speciale. Il mio invito è quello di andare verso questi appuntamenti carichi di quella filosofia che ci rende unici. Fatta di entusiasmo, voglia di stare bene e conoscerci in un ambito di festa. Io auguro a tutti di viverne due o magari tre di centenari, ma non perdetevi l’occasione, questi eventi capitano una sola volta ogni secolo”

Quali notizie dal pianeta Buell?

“Beh, quella della Buell è una storia davvero particolare. Crediamo tantissimo nella potenzialità di questo marchio, che ci da la possibilità di presentarci alla concorrenza con un prodotto che rappresenta una vera alternativa per gli appassionati del settore sia dal punto di vista tecnico, sia, com’è naturale per tutto ciò che fa parte del mondo Harley, dell’originalità. Non solo: per una Casa come la nostra, che celebra i suoi primi cento anni quest’anno, il fatto di sostenere un progetto giovane e innovativo come la Buell rappresenta il migliore dei modi per dare continuità a quello stesso spirito che ci ha permesso di arrivare fin qui. Cose di questo tipo danno alla nostra azienda lo stesso entusiasmo che ha contraddistinto ogni periodo della sua storia”.

Hai qualcosa si speciale da dire ai soci H.O.G. prima di salutarci?

“Si. Voglio ricordare a tutti che, per quanto Harley-Davidson sia un’azienda commerciale, con la responsabilità quindi di curare i suoi interessi di mercato e tutto ciò che ne consegue, la nostra massima aspirazione rimane sempre quella di rendere felici le persone che, nel momento in cui acquistano uno dei nostri mezzi, devono subito avere la sensazione di entrare a far parte della nostra famiglia, nella quale molte persone di occupano di lui. Siamo determinati affinché la gente continui a percepirlo chiaramente”.